Perfetta nelle parole e semplice negli accordi, questa canzone di Rino Gaetano è molto di più di una semplice canzone. Come tutte le grandi canzoni, è una di quelle che quando la senti vorresti che non finisse mai e in qualche modo ti fa piacere che cè una seconda parte. Una di quelle canzoni che non smetteresti mai di sentire e che vuoi subito risentire. Non è mai banale, mai scontata, mai la stessa che hai sentito la volta precedente.
La scelta di Tulime di accompagnarsi a Ma il cielo, che negli ultimi anni è tornata sempre più attuale, è stata una sorta di tributo a quel tipo di musica universale alla quale appartiene questa canzone. Rino è andato oltre il tempo, oltre i continenti. Contiene tutti gli elementi di una canzone africana, sia nei suoni che nelle parole. È una canzone africana perché se la ascoltate bene ci sono percussioni africane. Perché è un coro gospel che viene dalla terra, dal basso, ma che sinnalza verso lalto ogni volta che Rino urla il ritornello, o quando grida le ultime strofe. È una canzone che urla una rabbia amara e insieme sarcastica, scanzonata, ma anche politica e tremendamente profonda. È come fosse una palla impazzita che rimbalza continuamente tra il riscatto e la rassegnazione, tra la speranza e la tristezza: gli stessi sentimenti che si provano nei villaggi tanzaniani.
Di questa canzone, Tulime ne ha fatto un calendario, pubblicato sul sito di Repubblica (http://www.repubblica.it/2008/11/calend ari/solidarieta/tulime-2009/tulime-2009/ 1.html), e che è possibile acquistare al prezzo di 5 euro, nel quale attraverso le fotografie scattate lo scorso agosto vengono rappresentate, nei dodici mesi, dodici strofe di questa canzone. Quelle che meglio rappresentavano la realtà dei villaggi tanzaniani dei progetti di Tulime. Con la vendita di questo calendario inizia la vendita dei regali buoni per Natale. È un regalo doppio: uno per la persona che lo riceve, e laltro le persone che animano e lavorano ai progetti di Tulime in Tanzania.
Non solo: Ma il cielo sarà anche unasta! Durante il pacchetto turistico organizzato lo scorso agosto da Tulime, i ragazzi che hanno partecipato al viaggio sono stati coinvolti in una jam session artistica con i bambini dellasilo di Pomerini. Con i colori a dito hanno impresso le loro impronte sui cartelloni colorati trasformando lasilo in una bolgia di mani, piedi, guance e vestiti completamente ricoperti di colori. Il risultato di questo divertente pandemonio sono, appunto, le opere darte che verranno messe allasta: il ricavato andrà al finanziamento del progetto Un passaggio per la vita, per lacquisto di unambulanza per i villaggi.
La canzone di Rino è molto di più di una semplice canzone. Chissà che effetto gli deve aver fatto veder cantare e condividere una sua canzone da gente tanto lontana nel tempo e nello spazio Asante sana, Rino!